2 Luglio 2026
Nei giorni scorsi il Senato ha approvato il decreto “sparatutto”, che ora è all’esame della Camera dei deputati. Una riforma che L’Unione Europea e il Consiglio d’Europa giudicano pericolosa per la fauna e per gli esseri umani e che, quindi, se approvata, causerebbe direttamente l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti del nostro paese. Inoltre, come molti dei provvedimenti (in primis quelli sulla sicurezza) approvati dal governo vigente, anche il ddl sulla caccia solleva un profilo di incostituzionalità; recita infatti l’art. 9 della Costituzione al terzo comma: [La Repubblica] Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.
Qui sotto, in breve, che cosa cambia; infine, i link per firmare contro il ddl.
CANCELLAZIONE DI MOLTE AREE PROTETTE
MULTE A CHI OSTACOLA LA “CACCIA”
CATTURA E IMPRIGIONAMENTO DI MILIONI DI UCCELLI SELVATICI, ANCHE FERITI, PER ESSERE SFRUTTATI COME RICHIAMI VIVI – 360 ESEMPLARI PER CACCIATORE
CACCIA IN TEMPO DI NIDIFICAZIONE E MIGRAZIONE
GARE DI CACCIA CON CANI OVUNQUE, ANCHE DI NOTTE
NESSUN INTERVENTO PER CONTRASTARE IL BRACCONAGGIO
Caccia qualificata come attività utile alla conservazione e tutela della biodiversità e degli ecosistemi
Ampliamento delle specie cacciabili (il lupo esce dalle specie tutelate)
Ampliamento delle stagioni venatorie, con possibilità di cacciare durante le fasi di migrazione e nidificazione
Riduzione delle aree protette
Maggiore apertura all’uso di esche vive
Si potrà cacciare col buio, grazie all’uso di visori notturni e silenziatori
Il parere scientifico dell’ISPRA declassato da vincolante a consultivo, sostituito da un Comitato tecnico faunistico-venatorio
WWF Stop caccia selvaggia
ENPA Petizione caccia
LIPU No caccia selvaggia
LAV Stop caccia
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Per quanto riguarda la salvaguardia degli alberi sani della città di Torino, la delibera di iniziativa popolare n. 23102 “PROPOSTA DI SOSTITUZIONE DELL’ART. 45 DEL REGOLAMENTO DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO DELLA CITTA’ DI TORINO N. 317” mira a conservare tutti gli esemplari sani del patrimonio arboreo esistente, che costituisce il principale elemento di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico in città. Qui sotto il testo da mandare ai seguenti indirizzi di posta elettronica (basta fare copiaincolla):
<presidente.consigliocomunale@comune.torino.it>, <vicepresidente.garcea@comune.torino.it>, <vicepresidente.cioria@comune.torino.it>, <gruppopd@comune.torino.it>, <torinodomani@comune.torino.it>, <gruppomistodimaggioranza@comune.torino.it>, <sinistraecologista@comune.torino.it>, <movimento5stelle@comune.torino.it>, <torinobellissima@comune.torino.it>, <lega@comune.torino.it>, <fratelliditalia@comune.torino.it>, <gruppomoderati@comune.torino.it>, <tlp@comune.torino.it>, <forzaitalia@comune.torino.it>, <piueuroparadicali@comune.torino.it>, <commissione006@comune.torino.it>
A tutti i membri del Consiglio comunale della Città di Torino
Egregi Consiglieri e gentili Consigliere,
nella seduta di Consiglio del 22 giugno avete dichiarato di essere consapevoli del cambiamento climatico, i cui effetti stanno colpendo duramente il nostro territorio, non solo causando blackout ma incidendo sempre più sulla salute delle persone e degli altri esseri viventi. Le temperature che stiamo sopportando in questi giorni sono peraltro inferiori a quelle dei prossimi anni; gli eventi estremi cui abbiamo assistito continueranno ad aumentare di intensità e di frequenza, forse fino a rendere il nostro pianeta invivibile.
Vi chiedo perciò di essere coerenti e di approvare senza emendamenti la delibera di iniziativa popolare n. 23102 “PROPOSTA DI SOSTITUZIONE DELL’ART. 45 DEL REGOLAMENTO DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO DELLA CITTA’ DI TORINO N. 317”. Essa mira semplicemente a conservare tutti gli esemplari sani del patrimonio arboreo esistente, che costituisce il principale elemento di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico in città. Ammesso e non concesso che il “rinnovo delle alberate” oggetto dell’attuale art. 45 sia mai stato una prassi agronomica (come hanno sostenuto i tecnici), esso oggi è incompatibile con il cambiamento climatico, in quanto consente di abbattere anche alberi sani (come è successo in corso Umbria: sui 77 rimossi, ben 73 NON erano classificati come malati o a rischio schianto secondo le VTA del Comune, che li ponevano nelle classi B e C).
La delibera proposta da 2.500 cittadine e cittadini inoltre favorisce l’applicazione del Nature Restoration Regulation UE 2024/1991, che prescrive che nel 2030 non vi sia perdita della consistenza della copertura arborea nazionale rilevata nel 2024 dal servizio di monitoraggio terrestre Copernicus (art. 3 n. 21 e art. 8 comma 1).
CHIEDO QUINDI AI MEMBRI DELLA MAGGIORANZA DI RITIRARE GLI EMENDAMENTI.
QUALORA CIÒ NON AVVENGA, CHIEDO AI MEMBRI DELL’OPPOSIZIONE DI BOCCIARLI.
Chiedo che NESSUNO SI ASTENGA SU UNA DECISIONE CHE HA CONSEGUENZE SULLE VITE DI TUTTI.
Vi invito a essere consapevoli dell’enorme responsabilità che ha chiunque detenga poteri decisionali nelle amministrazioni in questo momento. La delibera presentata, come quella contro gli sprechi idrici, costituisce un accorato appello dei cittadini, fondato anche su considerazioni scientifiche e in linea altresì con normative comunitarie, che ha una valenza chiara per il presente ma anche per la sopravvivenza delle prossime generazioni.
Vi chiedo infine di non associarvi all’antidemocraticità dell’assessore Tresso, che ha definito i Comitati spontanei a difesa del verde di Torino “soggetti nati sui social” e, li vuole escludere anche dalla partecipazione al tavolo per la revisione del Regolamento del Verde. Tresso ha offeso i 2500 firmatari della delibera, i cittadini che hanno sottoscritto le petizioni, partecipato al ricorso, vissuto giorno e notte sotto gli alberi di corso Belgio nell’estate 2023 per salvarli.
Seguirò con attenzione l’operato di ciascuno di voi.
LA LIBRAIA
Malvina Cagna ha aperto la Trebisonda nel 2011.
Prima di fare la libraia si è occupata di ricerca, progettazione e organizzazione dello sviluppo locale.
Dal 2000 al 2003 ha diretto il festival San Salvario Mon Amour.