LO STRANO CASO DEI PANTALONI DI DASSOUKINE

Autore: Fouad Laroui
Traduzione: Cristina Vezzaro
Editore: Del Vecchio
Prezzo: 18 €

«Il Belgio è proprio la patria del Surrealismo…». Così si apre il racconto che dà il titolo a questa raccolta che, nel 2013, si è aggiudicata il Prix Goncourt de la nouvelle.

Arrivato a Bruxelles per poter trattare sul prezzo del grano europeo di cui il suo Paese ha tanto bisogno, un giovane funzionario marocchino si ritrova impotente quando dalla camera d’albergo spariscono i suoi unici pantaloni. Cosa fare? Dove comprare, all’alba di questo decisivo incontro, pantaloni decenti? E perché si presenterà davanti alla Commissione Europea in variopinti pantaloni da golf ?

Viviamo in un’epoca irragionevole in cui l’immagine mal interpretata delle cose ha inevitabilmente la precedenza sulla realtà implacabile che ci condiziona e che nessuno vuole vedere. Con il suo caratteristico e sagace umorismo, Fouad Laroui ricama su questo tema e mette in scena personaggi e situazioni sorprendenti, conducendo il lettore attraverso storie capaci di far sorgere interrogativi improbabili: cosa prova un giovane uomo che scopre di essere nato in un luogo diverso e in un anno diverso? Significa forse che non è mai nato? Come possono dei poveri maturandi marocchini di una città senza piscine superare la prova di nuoto?

Fouad Laroui non si accontenta di smascherare codici e luoghi comuni denunciando il culto dell’apparenza, ma si sforza soprattutto di mettere in scena il linguaggio, dislocandone i significati, gli automatismi rassicuranti, analizzando i molteplici slittamenti linguistici e giocando su suoni e ortografie come sull’ambiguità del significato delle parole, sulla varietà dei registri. Ancora una volta Laroui ci pone davanti alle intersezioni che nascono dall’incontro tra i mondi racchiusi in ciascun individuo.

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