Il mio rifugio e la mia tempesta

Autore: Arundhati Roy
Traduzione: Tiziana Lo Porto
Editore: Guanda
Prezzo: 20 €

Il mio rifugio e la mia tempesta è tra i migliori libri del 2025 secondo il New Yorker e il New York Times.

Un libro che è un viaggio nella storia di una nazione – dal Kerala verde smeraldo al Goa degli hippy ai sobborghi della capitale – e di una scrittrice che sfugge alle definizioni e rifiuta gli stereotipi: «Non ero abbastanza cristiana. Non ero abbastanza induista. Non ero abbastanza comunista… Donna libera. Scrittura libera. Come mi aveva insegnato mia madre».

«Scrivere questo libro è difficile quanto non scriverlo. Forse ancor più che da figlia che piange la scomparsa di sua madre, la piango da scrittrice che ha perso il suo personaggio più avvincente. In queste pagine, mia madre, la mia gangster, vivrà. Lei è stata il mio rifugio e la mia tempesta».

All’indomani della morte della madre, nel settembre del 2022, Arundhati Roy inizia a scrivere per dare voce ai sentimenti profondi e contraddittori che da sempre la legano a quella donna carismatica dalla quale si è allontanata all’età di diciotto anni, «non perché non la amassi, ma per poter continuare ad amarla». Ne nasce un libro che racconta la vita di Arundhati a partire dalla sua infanzia, attraverso gli anni che la portano alla scrittura, all’impegno per le cause sociali ed ecologiche, fino al successo con “Il dio delle piccole cose”, che coincide però con una svolta drammatica nella politica del suo paese e con la fine burrascosa del suo matrimonio.

L’autrice

(Assam 1961) scrittrice, saggista e attivista indiana. Ha esordito sulla scena letteraria nel 1997 con il romanzo d’ispirazione autobiografica Il dio delle piccole cose (The god of small things, vincitore del Booker Prize), ambientato nel Kerala degli anni ’70, dove convivono intoccabili, comunisti, indù, cattolici, intellettuali, turisti e imprenditori; attraverso le vicende di una famiglia la narrazione ricostruisce quelle più generali di una nazione, le tradizioni culturali e i cambiamenti portati dal contatto con l’Occidente, e spostandosi di continuo dal presente al passato assume tratti epici. Il suo secondo romanzo è Il mistero della suprema felicità, edito nel 2017.

Indirizzatasi all’attivismo politico e pacifista, è diventata una delle voci forti del movimento antiglobalizzazione e ha pubblicato diversi saggi aspramente critici su temi socio-politici quali la crisi della democrazia, il neoimperialismo, lo sfruttamento delle risorse e il divario fra Nord e Sud del mondo (La fine delle illusioni, 1999; Guerra è pace, War is peace, 2002; Guida all’impero per la gente comune, An ordinary person’s guide to empire, 2004; I fantasmi del capitale, Capitalism. A ghost story, 2014; Cose che si possono e non si possono dire, Things that can and cannot be said, con John Cusack, 2016; In marcia con i ribelli, 2017; Il mio cuore sedizioso, 2019). Tutti i suoi libri sono pubblicati in Italia da Guanda.

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