
Presentazione di Tra tormento ed estasi. Viaggio in Puglia e Basilicata
19 Maggio 2025
ORE 18:30
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Lunedì 19 maggio, alle ore 18.30, presentazione di Tra tormento ed estasi. Viaggio in Puglia e Basilicata di Dariusz Czaja con Marianna Carabellese (Stilo Editrice) e Alessandro Ajres, traduttore del libro.
Dariusz Czaja offre al lettore una sorta di meta-reportage incentrato sui casi delle sue fughe nel sud dell’Italia, indagando il senso ultimo del viaggio e la reale possibilità di restituire quanto si è vissuto nel percorrerlo. Il nostro Meridione, così come emerge dalle sue descrizioni, rappresenta un territorio di confine, dove istanze apparentemente contrapposte si affiancano, si toccano, si intersecano. Fede, superstizione, laicità si sovrappongono e superano di continuo: egli è convinto che lo spazio semantico del verbo credere sia troppo sfumato per poterlo racchiudere all’interno di formule semplicistiche; per questo si insinua nelle processioni dedicate a San Michele e, poco dopo, in quella per la festa della Bruna a Matera, facendone risaltare gli elementi di similitudine e differenza. La tarantella, fenomeno in cui pure Czaja si addentra in un’analisi approfondita, al pari delle processioni è pervasa di contraddizioni. In essa convergono benessere e malattia, sanità e follia: quest’ultima può essere guarita attraverso la danza e la liberazione del corpo e dello spirito.
Il capitolo Volare si occupa di un altro fenomeno in cui la lotta tra fede e ragione viene combattuta duramente: quello della levitazione umana, il cui punto di riferimento è rappresentato per Czaja da Giuseppe da Copertino, al secolo Giuseppe Desa, nato nel paese in provincia di Lecce nel 1603.
La Puglia e la Basilicata, osservate da Czaja nelle tradizioni che ancora resistono, sono i luoghi in cui elementi della fede e della ragione si compenetrano maggiormente, in cui l’una continua a non cedere il passo all’altra. Il sud dell’Italia, con la sintesi possibile delle sue contraddizioni, rappresenta per lui la forza centrifuga e – al contempo – centripeta dell’uomo, ovvero là, dove essa si percepisce con maggior vigore. Al lettore non resta che affidarsi al passo dell’autore, in questo viaggio, al suo sguardo curioso e pronto a cogliere similitudini e differenze. L’onestà con cui Czaja si muove, spinta fino al punto di negare la possibilità di una restituzione effettiva della realtà, apre a un nuovo modo di guardarsi intorno: la sua visione è quella che potrebbe appartenere ad ognuno di noi, non solo fautori ma anche autori dei nostri viaggi.
Dariusz Czaja (1961) lavora all’Università Jagellonica di Cracovia come antropologo culturale ed etnografo. Questo libro, uscito nel 2010 in Polonia col titolo corrispettivo di Un po’ più avanti, da un’altra parte è stato candidato nel 2011 al premio Nike per la letteratura, il premio più importante nel suo paese. Un’altra candidatura al Nike gli è valsa nel 2019 la pubblicazione della raccolta Grammatica del bianco. Antropologia di esperienze al confine (titolo corrispettivo). È redattore dell’importante rivista interdisciplinare “Konteksty”, pubblicata dal 1947.
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