
Oiza Q. Obasuyi presenta LO SFRUTTAMENTO DELLA RAZZA (BHM 26)
21 Febbraio 2026
ORE 18
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Quando Cedric J. Robinson decostruiva il concetto di capitalismo razziale, spiegava che la storia del capitalismo è stata fortemente basata sul suo legame con il razzismo e lo sfruttamento delle persone ridotte in schiavitù. Sebbene la schiavitù sia stata formalmente abolita secoli fa, oggi è possibile recuperare questo concetto per descrivere la maniera in cui la suddivisione sociale e razziale del lavoro viene applicata alle persone razzializzate e/o migranti in Europa e in Italia. In questo contesto, le persone migranti e/o razzializzate si trovano all’interno di paradossi disumanizzanti: se da un lato servono all’economia del paese, al contempo devono essere espulse o marginalizzate, in un limbo ricattatorio fatto spesso di irregolarità e sistemi semischiavistici. Ci troviamo di fronte a una forma di razzismo istituzionale che, proprio perché perpetrato dallo Stato, è insito nelle leggi vigenti, create apposta per una determinata categoria sociale e razziale, impedendo l’autodeterminazione delle persone immigrate e/o razzializzate.
Oiza Q. Obasuyi (Ancona, 1995) è una studiosa di diritti umani, migrazioni, diaspore afrodiscendenti e razzismo sistemico. Attualmente è dottoranda all’Università di Bologna. Ha collaborato con varie testate giornalistiche, tra cui «The Vision» e «Internazionale». Il suo primo libro è stato Corpi Estranei (People, 2020), in cui decostruisce gli stereotipi sessisti e razzisti filtrati attraverso il vissuto di una donna italiana afrodiscendente.
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