
Monica Pareschi presenta INVERNESS
21 Marzo 2025
ORE 18:30
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Venerdì 21 marzo alle 18:30 festeggiamo l’inizio della stagione più bella con la presentazione di una stupenda raccolta di racconti: si tratta di Inverness di Monica Pareschi, traduttrice di autrici e autori del calibro di Doris Lessing, James Ballard, Bernard Malamud, Willa Cather, Shirley Jackson, Charlotte Brontë, Claire Keegan, Hisham Matar, Mark Haddon, Paul Auster, Muriel Spark.
Monica Pareschi dialogherà con Dario Voltolini. Qui una bella intervista su Inverness (Polidoro editore).
Che Inverness contenesse il senso, la qualità dell’inverno sancita dal suffisso inglese che rende astratto il concreto, l’ho scoperta strada facendo. Inizialmente era solo un luogo in Scozia con un nome per me evocativo. Ma già l’incipit del racconto va in quella direzione metaforica che dici: l’inverno è uno stato dell’anima, o del cuore, o di qualcos’altro che sta al centro del personaggio. È ambivalente: è una contrazione ma è anche una protezione, come lo sono i dolori conosciuti, le gabbie gelate da cui non vogliamo uscire. Forse è la bellezza e il dolore della vita che chiude Fiori. Anche la bellezza ferisce, e anche il ghiaccio scalda.
C’è, nell’incontro con l’altro, una paura antica, uno spavento continuamente ricercato e fuggito. Incontri sbagliati, mancati. Incontri fatali, o intravisti.
Baci velenosi. Bambine dai difetti repellenti. Addii dati in maniera fredda e intollerabile. Amori ricambiati in parte e scambiati per eterne maledizioni scolastiche.
Monica Pareschi torna alla narrativa dopo il suo esordio di circa 10 anni fa. Un’opera contundente, corrosiva – ricorda la malizia fantastica di Leonora Carrington e il film Stoker di Park chan-Wook – fondata sui sentimenti più nascosti, sulle piccolezze mostruose, vitree, che tutti noi coviamo mentre amiamo e mentre odiamo.
Una costellazione di racconti adamantini e taglienti, che divaricano l’anima lentamente, come cristalli Swarovski.
Monica Pareschi è autrice di È di vetro quest’aria, Italic Pequod, 2014. Traduce narrativa per le maggioricase editrici italiane. Ha tradotto e curato, tra gli al-tri, Thomas Hardy, Charlotte e Emily Brontë, Shirley Jackson, Doris Lessing, James Ballard, Bernard Malamud, Paul Auster, Nel 2020, per la sua traduzione di Wuthering Heights, ha vinto il Premio Internazionale Von Rezzori e il Premio Letteraria e, nel 2023, il Premio Fondazione Capalbio per la traduzione di Piccole cose da nulla di Claire Keegan. Insegna traduzione letteraria all’Università Cattolica.
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