
Jalìs, il gruppo di lettura con Jolanda Guardi: I RECINTI DEGLI SCHIAVI
17 Settembre 2024
Ore 16:30
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Un grande poeta arabo, Al-mutanabbi, scrive in una sua poesia: “Khayr jalìs fi-z- zàman kitàb” e cioè “il miglior compagno nel tempo è un libro”. Jalìs è una parola che sta a indicare chi siede con te a conversare amichevolmentee questo è il principio su cui si basa il gruppo di lettura sulla letteratura araba.
Il secondo incontro del gruppo di lettura dedicato alla letteratura dei paesi arabi, condotto da Jolanda Guardi, si terrà martedì 17 settembre alle 16:30.
Il testo scelto dal gruppo è I recinti degli schiavi di Najwa Bin Shatwan (Atmosphere). Per partecipare al gruppo di lettura è sufficiente acquistarlo alla Trebisonda.
Il libro
A Bengasi, agli albori del XX secolo, Atiqa, giovane madre di famiglia, riceve la visita di uno sconosciuto. L’uomo dichiara di chiamarsi Ali, di essere il cugino di Atiqa, di voler svelare alla donna il mistero delle sue origini. Attraverso il racconto di Ali, Atiqa apprende di essere figlia di un ricco mercante bianco, appartenente a un’importante famiglia di Bengasi, e della sua schiava nera, ormai entrambi defunti. La storia d’amore tra padrone e schiava è stata ostacolata in ogni modo dalla famiglia dell’uomo, e infine spezzata. Ali informa Atiqa di aver ottenuto per lei il riconoscimento dei diritti di eredità sul patrimonio paterno.
Davanti agli occhi del lettore si delinea un potente affresco della storia libica, dagli ultimi decenni dell’Ottocento all’inizio della dominazione italiana. Al centro, la tratta degli schiavi neri, razziati nell’Africa centrale e condotti in catene, attraverso il deserto, nelle grandi città del Nord Africa, le sofferenze degli schiavi a Bengasi, i loro rapporti con i padroni, e, per i più fortunati che riuscivano ad affrancarsi, la vita ai Recinti degli Schiavi, un ghetto riservato ai neri, divenuto in seguito un quartiere periferico della città.
L’autrice
Najwa Bin Shatwan è un’accademica e scrittrice libica. È autrice di tre romanzi: Waber Al Ahssina (2005); Madmum Burtuqali (2008) e Zareeb Al-Abeed (I recinti degli schiavi, 2016), oltre a raccolte di racconti e opere teatrali. È stata scelta come una dei trentanove migliori autori arabi sotto i quarant’anni dal progetto Beirut39 dell’Hay Festival. I recinti degli schiavi è stato selezionato per il Premio Internazionale 2017 per la narrativa araba (IPAF).
Questo romanzo, splendidamente scritto, è una pietra miliare perché una scrittrice araba ha osato indagare, descrivere ed esporre due schiavitù: quella delle schiave e quella delle donne. ― Fadia Faqir, autrice di Willow Trees Don’t Weep
“I recinti degli schiavi” penetra nell’anima e vive nel profondo del cuore. ― The Arab News
Jolanda Guardi
Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne
Università degli Studi di Milano – State University of Milan (Italy), Dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e Studi Culturali,
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