
HANNO UCCISO HABIBI
19 Febbraio 2026
ORE 18:30
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Leggiamo palestinese, continuiamo a parlare di Palestina, di Gaza, di Cisgiordania.
Questa volta lo facciamo con Anna Nadotti, traduttrice di Hanno ucciso habibi di Shrouq Aila (Wetlands), Liliana Ellena e Raffaella Taricco.
Cosa significa lottare ogni giorno per sopravvivere in quella landa desolata che è diventata Gaza? Shrouq Aila, giornalista pluripremiata, madre e vedova, ce lo racconta attraverso la sua storia, quella di una donna che cerca di crescere una figlia da sola, nella morsa della carestia e sotto il fuoco degli incessanti bombardamenti israeliani. Con l’urgenza di un disperato appello e la forza disarmante di chi mantiene intatta la propria lucidità nell’epicentro dell’orrore, Shrouq ripercorre l’uccisione del marito, la distruzione della sua casa, le continue fughe e i rifugi provvisori, i tentativi di proteggere e nutrire sua figlia, l’angoscia di non poter rispondere alle sue domande né colmare le sue paure. Nelle parole di Shrouq, la tragedia del genocidio perde l’astrattezza della cronaca e diviene carne, volto, respiro. Ma Hanno ucciso habibi è anche la testimonianza della resilienza umana e del coraggio di un popolo la cui determinazione a ricostruire il proprio futuro sulle macerie rimane incrollabile. Un libro che ci conduce nel cuore di tenebra del nostro mondo, impedendoci di distogliere lo sguardo e insegnandoci cosa vuol dire amare.
Shrouq Aila è una giornalista e produttrice palestinese, direttrice dell’agenzia Ain Media, che ha rilevato dopo l’uccisione del marito Roshdi Sarraj, co-fondatore dell’azienda, durante la guerra a Gaza. Nel 2024 le è stato conferito il CPJ International Press Freedom Award, e nel 2025 il News & Documentary Emmy Award for Outstanding Video Journalism per il documentario A Hidden War. Shrouq Aila vive tuttora nella Striscia di Gaza, dove continua a testimoniare il genocidio e il suo tragico impatto sul popolo palestinese. Su questi temi mantiene attiva la pagina Instagram @shrouqaila.
Postfazione di Maaza Mengiste.
Traduzione di Anna Nadotti.
In segno di solidarietà e supporto al popolo palestinese, l’intera filiera della produzione editoriale, dai redattori ai traduttori, dai designer grafici agli stampatori, ha partecipato alla realizzazione di questo libro a titolo gratuito. I proventi delle vendite, compresi i diritti internazionali, saranno interamente devoluti all’autrice Shrouq Aila.
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