Enrico Gargiulo presenta PROTOCOLLO: UNO STRUMENTO DI POTERE

Libreria Trebisonda, Via Sant'Anselmo 22

11 Marzo 2026

ORE 18:30

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Mercoledì 11 marzo, alle 18:30, Enrico Gargiulo presenta Protocollo: uno strumento di potere (elèuthera) in dialogo con Andrea Pavoni.

Per poter funzionare in una realtà altrimenti magmatica e ingovernabile, le nostre società complesse si sono da tempo affidate ai protocolli – da quelli sanitari a quelli scolastici o di polizia – ovvero a strumenti più duttili ma non meno vincolanti delle leggi che tendono a rimpiazzare fingendo di essere ciò che formalmente non sono. Un infradiritto che si è dimostrato un efficace mezzo per esercitare il potere – e il controllo sociale – senza dover ricorrere a metodi esplicitamente coercitivi.

Standardizzati e uniformi, ma anche flessibili e capillari, i protocolli sono dispositivi tecnici perlopiù percepiti come neutri in quanto elaborati da «esperti». E tuttavia neutri non lo sono affatto. Al contrario, hanno profonde implicazioni politiche che vanno ben oltre la dimensione amministrativa: sono strumenti di governo che «senza fare troppo rumore» stabiliscono regole e condizionano comportamenti, riproducendo nel quotidiano logiche di potere mascherate da disposizioni tecniche. Il loro ruolo è dunque strategico. E adottarli significa spostare l’attenzione dal piano politico delle scelte a quello delle procedure, con il doppio effetto di esonerare gli attori politici dalle proprie responsabilità e di permettere al potere centrale di mantenere la sua efficacia anche in contesti decentralizzati. In altre parole, i protocolli sono un micidiale strumento di spoliticizzazione, capace di distrarre dalle questioni di fondo e di influenzare la realtà sociale a discapito dell’autonomia e della libertà di azione individuale.

Enrico Gargiulo (Roma, 1977), sociologo, lavora nel Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, occupandosi in particolare di cittadinanza, politiche sociali, sicurezza e ordine pubblico. Al percorso accademico affianca un’azione civile e politica orientata al contrasto dei discorsi istituzionali oppressivi e discriminatori. È autore di numerosi saggi tra cui: Appartenenze precarie: la residenza tra inclusione ed esclusione (UTET, 2019); Invisible borders (Palgrave, 2021); (Senza) residenza: l’anagrafe tra selezione e controllo (Eris, 2022); Polizia: un vocabolario dell’ordine con Giulia Fabini e Simone Tuzza (Mondadori Università, 2023); Prima agli italiani: welfare, sciovinismo, risentimento con Enrica Morlicchio e Dario Tuorto (il Mulino, 2024); Contro l’integrazione: ripensare la mobilità (Meltemi, 2024). Per elèuthera ha pubblicato Protocollo: uno strumento di potere (2026).

Andrea Pavoni è ricercatore associato presso il DINAMIA’CET, Centre for Socioeconomic and Territorial Studies, ISCTE [Instituto Universitário de Lisboa]. La sua ricerca esplora la relazione tra materialità, normatività ed estetica nel contesto urbano. Autore di numerosi saggi, tra cui Urban Violence. Security, Imaginary, Atmosphere, con Simone Tulumello (Lexington Books, 2023); Controlling urban events: law, ethics and the material (Routledge, 2017); Political graffiti in critical times: The aesthetics of street politics, con Ricardo Campos e Yiannis Zaimakis (Berghahn Books, 2021).

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Malvina Cagna ha aperto la Trebisonda nel 2011.

Prima di fare la libraia si è occupata di ricerca, progettazione e organizzazione dello sviluppo locale.
Dal 2000 al 2003 ha diretto il festival San Salvario Mon Amour.

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