"life is too short to read bad books"
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I fumetti per ragazze e ragazzi

Qualche tempo fa la rivista Giovani Genitori mi ha chiesto un articolo (poi trasformato in intervista) sui fumetti per ragazzi, ragazze, preadolescenti e adolescenti. Eccolo qua.

Leggere un bel libro, con un tè e i biscotti: che c’è di meglio? Semplice: divorare un bel fumetto, con patatine, cioccolato al latte, e la scura bevanda dalla formula segreta.
Prendiamo due fumetti senza età come quelli di Topolino o dei Peanuts: i primi sono storie vere e proprie, i secondi sono strisce. Questa divisione sussiste ancora oggi, e direi che anzi i romanzi a fumetti, altrimenti noti come graphic novel, per bambini e ragazzi, sono molti di più. In primo luogo per l’entrata in scena dei manga giapponesi, ma non solo: alcune case editrici hanno dedicato collane ai fumetti per ragazzi, e anche il Premio Andersen, da qualche anno, se ne occupa. Sono tutti riconoscimenti a un fenomeno in crescita. Come libraia consiglio i fumetti in special modo a quei bambini che non amano leggere “tanto”, e a chi vuol far loro un regalo. Il fumetto ha il pregio di poter essere letto anche dai ragazzini che, per qualche motivo, in adolescenza smettono di leggere i libri. Spero sempre che in loro, o almeno in alcuni di loro, si desti la voglia di riprendere in mano un romanzo.
La collana Leggimi! di Sinnos ha almeno due titoli interessantissimi: il Premio Andersen Cattive ragazze. 15 storie di donne audaci e creative di Assia Petricelli e Sergio Riccardi (chi sapeva che tra i Mille di Garibaldi c’era anche una donna, la veneta Antonia Masanello, o che il giornalismo d’inchiesta è stato inventato dalla statunitense Nellie Bly?) e Pesi massimi. Storie di sport, razzismi e sfide, di Federico Appel: storie di pesi massimi con i muscoli, il cuore e il cervello, da Bartali a Muhammad Ali a Socrates e tanti altri. I TipiTondi della Tunué invece sono proprio romanzi a fumetti, tanto diversi tra di loro da accontentare tutti. Dal mitico Timothy Top di Gud, il ragazzino con i superpoteri che quando si trasforma urla Karamazov! a L’altra metà della luna di Rocchi – Carità, una storia che ricorda un poco le atmosfere dei film di Miyazaki, alla spumeggiante Viola Giramondo di Teresa Radice e Stefano Turconi, a trasposizioni a fumetti di classici come Il Mago di Oz o I figli del Capitano Grant.
Sulla scia delle Cattive ragazze (e soprattutto delle successive Bambine ribelli) è uscito da pochissimo Indomite. Storie di donne che fanno ciò che vogliono, di Pénélope Bagieu (Bao Publishing), altri 15 coloratissimi ritratti di ragazze e donne determinate: non bastano mai. Sempre con Bao è uscito un paio di anni fa il bizzarro Nimona, molto premiato all’estero, di Noelle Stevenson: la storia di un personaggio malvagio e rancoroso, Ballister, a cui si affianca come aiutante una ragazzina mutante, Nimona, dagli straordinari poteri. E non a caso il libro è dedicato a tutte le bambine-mostro.
Un piccolo classico è Coraline di Neil Gaiman, illustrato da Craig Russell, uscito per Nicola Pesce editore. E Comix sta pubblicando gli albi di Calvin and Hobbes di Bill Watterson, il piccolo ribelle con una tigre di peluche per amico: un altro fumetto (strisce, questa volta) che non può mancare nella biblioteca di piccoli lettori e piccole lettrici. Mi ha conquistato Astrid, la ragazza sui pattini (altro fumetto pluripremiato all’estero), la Roller girl di Victoria Jamieson (Il Castoro edizioni) un fumetto divertente e articolato come un vero e proprio romanzo; la piccola protagonista scopre quasi per caso il roller derby, uno sport sui pattini simile al rugby. E la sua vita cambia, tra amicizie vecchie e nuove, sfide e delusioni, capelli tinti e soprannomi di battaglia.
È recentissimo La foresta millenaria di Jiro Taniguchi (Oblomov edizioni), il testamento incompiuto dell’autore scomparso lo scorso anno. Lo consiglio perché si rivolge a bambini e ad adulti, e immagino che insieme possano trovare un finale, o tanti finali diversi. I disegni stupendi e la storia del piccolo protagonista che capisce il linguaggio di animali e vegetali ne fanno, da subito, un classico.
Come si sarà capito, non esistono fumetti imprescindibili: dipende dai gusti, dai temi e dai generi preferiti. È come per il cinema: il mio film del cuore è Tootsie di Sidney Pollack, ma chi non ama la commedia potrà trovarlo insulso. Credo però che fumetti come Maus di Art Spiegelman o Persepolis di Marjane Satrapi vadano assolutamente proposti, magari dai 12, 13 anni in su. Ed è proprio su temi difficili e contemporanei come l’Olocausto degli ebrei, o l’odissea dei migranti che muoiono nel Mediterraneo o prima di arrivarci, che il fumetto si rivela uno strumento privilegiato di divulgazione. Penso a Primo Levi di Matteo Mastragostino e Alessandro Ranghiasci (edizioni Becco Giallo), che inizia proprio con una lezione tenuta da Levi alla scuola Rignon di Torino, e quindi è strutturato come un racconto fatto a giovanissimi studenti, pur senza celare la tragedia, l’atrocità. O a Etenesh di Paolo Castaldi, sempre di Becco Giallo, che racconta il viaggio di una giovane Etiope per arrivare in Italia, attraverso il deserto, la Libia, e il mare.

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