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Bestiario sentimentale di Guadalupe Nettel

Amanti uniti a distanza da una micosi, le gravidanze parallele di una donna e di una gatta, una crisi coniugale accompagnata dai malesseri di una coppia di pesci rossi: quelli del Bestiario sentimentale (La Nuova Frontiera 2018, traduzione di Federica Niola, titolo originale: El matrimonio de los peces rojos) di Guadalupe Nettel sono racconti che parlano della presenza degli animali nelle vite degli umani.

Sono storie toccanti e anche inquietanti, come quella della famiglia che, invasa dagli scarafaggi decide, per liberarsene una volta per tutte, di far valere la supremazia umana e di mangiarli. E sono storie che raccontano l’assenza, la mancanza o il venire a mancare.

Con un tratto lieve e una vaga, onirica malinconia, i racconti di Nettel ricordano alcuni autori giapponesi, in particolare il Tanizaki de La gatta. La distanza tra umani e animali ha un che di insondabile, di incomprensibile e indefinibile; oppure non esiste, oppure ancora basta davvero poco per annullarla? Come spesso accade nelle relazioni umane, i tentativi di conoscere, di portare alla luce, di risolvere situazioni problematiche portano spesso a fallimenti e sconfitte che i protagonisti dei racconti contemplano con una sorta di fatalismo.

Nessuna melensaggine, malgrado il “sentimentale” nel titolo, che in realtà mette in luce un aspetto fondamentale dell’essere umano: la sua appartenenza al regno animale. Animali in cui specchiarsi, animali che osservano, che dipendono dagli umani, parassiti, invasori: comunque, compagni da sempre.

L’autrice messicana, che da anni vive a Barcellona, ha pubblicato in Italia due romanzi, Il corpo in cui sono nata e Quando finisce l’inverno.

Guadalupe Nettel, Bestiario sentimentale, La Nuova Frontiera 2018. Traduzione di Federica Niola

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