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La vita riflessa di E. Aloia e altre minirecensioni

Ernesto Aloia, La vita riflessa, Bompiani
A chi snobba la narrativa italiana vorrei poter imporre la lettura di questo romanzo. Che successo avrebbe ora Ernesto Aloia, sin dai racconti o da Paesaggio con incendio, se fosse nato, che so, negli Stati Uniti? Una storia così ben scritta e governata è rara da trovare, non solo in Italia.
Incontriamo nel prologo Marco e Greg, ragazzini complici, nati lo stesso giorno e la stessa ora, e vorremmo sapere che cosa succede loro, ma nella prima parte lo scenario cambia e ci troviamo a Torino, molti anni dopo, nel 2008, alle prese con il solo Marco, broker che, a causa della crisi finanziaria, si deve inventare un altro lavoro. Greg si rifà vivo con una proposta molto allettante: serve solo un finanziatore. Si tratta di una nuova piattaforma “ad azione profonda”, un “ultrasocial”, Twins, che fornisce ai propri utenti non semplici account ma vite virtuali autonome anche nelle scelte, il che darà luogo a conseguenze non prevedibili.
Se il tema dominante del romanzo è il futuro della tecnologia e il suo impatto sulla mente umana, i suoi sviluppi hanno a che fare con l’identità e la storia, intesa anche come passato familiare, di cui in fondo la costruzione dell’identità fa parte. A un ambiente lavorativo popolato da personaggi privi di scrupoli si contrappone un ambito familiare forte e sincero: Marco, voce narrante, si muove a fatica in entrambi, cercando di tenere a bada il vuoto interiore. Greg al contrario ha un suo posto nel mondo. Ma è davvero così?
Ernesto Aloia legge il presente e immagina un possibile futuro con acume e profondità; la trama avvincente, ricca di svolte, mantiene viva la tensione dall’inizio alla fine, dando al romanzo il passo del thriller.

Max Blecher, Cuori cicatrizzati, Keller. Traduzione di Bruno Mazzoni
Allo studente Emanuel viene diagnosticata una tubercolosi ossea e, seguendo il consiglio dei medici, si ritira in una cittadina-sanatorio sull’Oceano. Il clima e un corsetto in gesso dovrebbero contribuire alla cura. Ma quello che trova a Berck è anche altro, e fa sì che molti pazienti non vogliano, o non possano, andarsene, una volta guariti. Un classico, piccolo gioiello, che rievoca le atmosfere de La montagna incantata.

Shaun Bythell, Una vita da libraio, Einaudi. Traduzione di Carla Palmieri
Il delizioso, divertente diario di un libraio scozzese, alle prese con la crisi, con i clienti originali e strampalati, e in definitiva con un mestiere che induce alla misantropia, dal momento che l’autore condivide quanto affermava l’ex commesso di libreria George Orwell: Molti dei nostri acquirenti appartenevano a quella categoria di persone che, pur essendo capaci di rendersi insopportabili ovunque, riescono a farlo particolarmente bene in una libreria. A compensare le tragicomiche miserie quotidiane compensa molto, e bene, il paesaggio pieno di fascino della Scozia. Per tutt* coloro che: Ah, come mi piacerebbe avere una libreria!

Paolo Nori, Come è andata veramente tra Mascia e orso, Gallucci. Età di lettura +6
Paolo Nori traduce e racconta alla sua maniera godibilissima e adatta a grandi e piccini alcune favole russe: cosa cambia nella vita di uno scemo se pianta dei piselli, cosa succede a sposare una ranocchia, e altre storie tradizionali, favole allegre, la maggior parte, almeno. Le illustrazioni in bianco e nero, molto belle anch’esse, sono di Tim Kostin.

Victoria Jamieson, Roller Girl, Il Castoro. Traduzione di Laura Bortoluzzi. Età di lettura +9
In questo fumetto molto divertente e articolato come un vero e proprio romanzo Astrid, la piccola protagonista, scopre quasi per caso il roller derby, uno sport sui pattini simile al rugby. E la sua vita cambia, tra amicizie vecchie e nuove, sfide e delusioni, capelli tinti e soprannomi di battaglia.

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