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L’occupazione, di Alessandro Sesto

Voglia di spaccare o di salvare tutto, anelito romantico a essere qualcosa di più, disse, aggiungendo però che questi slanci a fare qualcosa di spettacolare spesso sparivano e lasciavano il posto a un’indifferenza e inerzia che erano come poggiate su un letto d’angoscia o, aggiunse con un’espressione stravagante, erano come un serpente che dorme.

In un presente distopico, forze ignote hanno occupato gli Stati Uniti d’America. Si tratta di un atto offensivo dell’Unione Europea? Pare di no, anzi: potrebbe essere avvenuto il contrario; e comunque non si avvertono cambiamenti. Forse perché, come asserisce sul finale Hazel, personaggio marginale ma in grado di elargire almeno una perla di saggezza, la politica è come il clima, non ci si può far nulla.
In questa atmosfera di esausto disfattismo si scatena la narrazione pirotecnica di Alessandro Sesto, che tratteggia figure e situazioni surreali e paradossali all’apparenza, più spesso parodistiche, talvolta perfettamente credibili.
I protagonisti del romanzo sono Andreas, lasciato dalla fidanzata Nora, che sparisce dalla sua vita senza dare più notizie di sé; e Jacob, ossessionato dalla ricerca di Tokyo, giocatore online di go che non perde occasione di sbeffeggiarlo, anche (pare) sotto altre identità virtuali. I giovani sono entrambi programmatori a Manhattan; sin dal principio le loro storie si separano, ma hanno delle consonanze: entrano in contatto con alcuni movimenti rivoluzionari e personaggi strampalati, come quello di Donald, pilota ex militare, ora a capo della Chiesa di Smith, ovvero una setta satanica, che ha erezioni direttamente proporzionali al grado di violenza delle azioni di guerra. O come il professor Alvinzi, mitico filosofo citato in tutto il romanzo dai protagonisti, che entra in scena verso il finale.
Coprotagonisti sono l’ineffabile dottor Malakian, psicanalista tutt’altro che distaccato dai suoi pazienti, che frequenta e a cui consiglia di frequentarsi tra loro, che regala alcune delle caratterizzazioni più esilaranti (dopo Donald, anche Cyril: il figlio non gli era neppure simpatico, era un piccolo stronzo insopportabile, e infatti aveva preso da lui) e Daria, una giovane rivoluzionaria (Jacob pensava che l’idea di base dell’associazione, per cui i programmatori o il tipo di persone che diventavano programmatori dovessero dare un po’ il cambio ai cretini psicopatici che erano da sempre al timone del mondo, fosse ottima).
C’è una trama, c’è una conclusione, i tasselli tornano a posto. Il viaggio vale comunque, per la costruzione di questo “strano” mondo, per la possibilità di poterlo conoscere un poco. Grazie ad Alessandro Sesto, che dopo L’occupazione e Lascia stare il La maggiore che lo ha già usato Beethoven si può ben definire il Woody Allen delle patrie lettere.

Alessandro Sesto, L’occupazione, Gorilla Sapiens edizioni 2017, € 17

Lucia Brandoli, A letto non si pensa al futuro, Pendragon 2017, € 13 
Mirko continua a lanciare la sua pallina gialla e sembra che si diverta, ma probabilmente è soltanto uno dei modi per far passare l’infinito pomeriggio d’estate, quando si rimpiange anche che siano finite le lezioni. Dodici racconti brevi, schietti e sostanziosi, proposti con naturale maestria da una giovane autrice da seguire con attenzione.

Filippo Nicosia, Un’invincibile estate, Giunti 2017, € 15
Nicosia, già ideatore dell’iniziativa Pianissimo, la libreria racchiusa in un furgoncino con cui girò la Sicilia per due anni, e che diede vita a un libro pubblicato da Terredimezzo, si confronta in questo esordio con la narrativa in senso stretto. Tutto cambia nell’estate messinese di un ragazzo scosso sin dalle prime pagine dalla morte del padre; via via altri incontri e accadimenti lo mettono alla prova, ma Diego non si tira indietro, non smette di accettare le sfide che arrivano dal passato, così come quelle future; a volte, anche per quieto vivere. L’autunno arriva e trova un giovane maturo e determinato.

Tom Drury, La fine dei vandalismi, NN Editore 2017, € 19. Traduzione di Gianni Pannofino
Niente di meglio, per il rientro autunnale, di un libro fatto di deliziose storie quotidiane, narrate con originalità e ironia. Il romanzo di Tom Drury, primo di una trilogia, è ambientato in quel luogo che, grazie alla letteratura, al cinema e alle serie televisive, è ormai ben radicato nell’immaginario mondiale come “la provincia americana”. Si tratta in questo caso di Grouse County nel Midwest. Accanto ai protagonisti principali Dan e Louise, di cui sin dall’inizio seguiamo l’evolversi del rapporto amoroso, altri personaggi ben caratterizzati e per certi versi non comuni (come Tiny, l’ex di Louise, irrisolto e mellifluo, o Johnny White, fondatore di una setta che si candida a sceriffo) apportano colore e movimento al quadro di un’America che corrisponde sin troppo all’idea che ne abbiamo noi Europei; in ogni caso, una lettura divertente, che può procurare dipendenza.

Emanuele Giordana (a cura di), A oriente del Califfo. A est di Raqqa: il progetto dello Stato Islamico per la conquista dei musulmani non arabi, Rosenberg & Sellier 2017, € 15
In questo volume, Emanuele Giordana, in collaborazione con Lettera 22 e grazie ai contributi di Paolo Affatato, Giuliano Battiston, Guido Corradi, Tiziana Guerrisi, Matteo Miavaldi, Massimo Morello, Andrea Pira, Ilaria Maria Sala, Lucia Sgueglia, analizza l’influenza del messaggio di al-Baghdadi al di là dei paesi arabi, e il tentativo di produrre consenso sfruttando le conflittualità dell’area asiatica, dall’Afghanistan all’Estremo Oriente.

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