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La passione secondo Matteo, di Paolo Zardi

Improvvisamente, la forza di gravità del mondo aveva ripreso a esercitare la sua attrazione sulle cose: la leggerezza di Giulia, che poco prima aveva sfiorato nel lettino, si stava rivelando in tutta la sua potenziale pericolosità. Stavano arrivando dalle parti del plutonio, dell’uranio, del piombo fuso.

È quasi estate e la vita di Matteo e della sua famiglia viene sconvolta da una telefonata. Suo padre, dalla Romania, gli chiede di raggiungerlo, insieme alla sorellastra Giulia, che Matteo nonvede da anni. La solita (il protagonista è una persona molto abitudinaria) vacanza familiare è inforse e, come non bastasse, un guasto informatico sul lavoro, a cui solo Matteo pare poter porre rimedio, minaccia di rovinargli anche la strana trasferta romena. E poi Giulia, la bohémienne, lo attrae, come da bambino, e lo irrita profondamente: svagata, ironica, lo prende in giro, lo spinge a essere spericolato, meno inquadrato. Infine Giovanni, il padre, ex ricco figlio di papà, che dopo aver lasciato donne diverse e relativi figli al loro destino, nei periodi di magra aveva trovato lavoro nelle televisioni berlusconiane, finendo poi povero e solo in una casa di riposo. Questo il quadro iniziale di un romanzo che, come una composizione musicale, si apre e si dipana, mettendo a nudo solitudini, precarietà, egoismi; storie umane e geografie diversissime tra loro. Di Paolo Zardi avevo letto nel 2015 XXI secolo, trovandolo straniante: la storia di un uomo con la moglie in coma che ricostruisce la sua storia matrimoniale, narrata con scrittura precisa e stile pacato, gli unici possibili, forse, per avvalorare una trama ambientata in un futuro prossimo e inquietante. La stessa bella mano governa La passione secondo Matteo e apre, inaspettatamente, toccanti sipari su profondità emotive ed esistenziali.

Paolo Zardi, La passione secondo Matteo, Neo. Edizioni 2017, € 15

E poi…

Giordano Tedoldi, Tabù, Tunué 2017, € 14,90
Una festa in giardino, un incontro, il desiderio di un tradimento: dopo un incipit da romanzo perl’estate, l’ultimo lavoro di Tedoldi, splendidamente scritto e congegnato, mette in fila tabù e tribù, ovvero esperimenti di convivenza umana, di disciplina e di follia, di anime sante e di corpi corrotti, eviceversa. Da leggere anche il suo Io odio John Updike, ripubblicato da minimum fax nel 2015.

Atlante leggendario delle strade d’Islanda, a cura di Jón R. Hjálmarsson, Iperborea 2017,€ 16. Traduzione di Silvia Cosimini
Questo Atlante, che mantiene le classiche dimensioni a “mattonella” degli Iperborea, è strutturato così: ogni capitolo è dedicato a una regione, o meglio a una zona dell’Islanda, a cui corrispondono storie della tradizione e leggende. Ideale per un viaggio, reale o sognato, anche con i bambini.

Adolfo Bioy Casares, L’invenzione di Morel, Sur 2017, € 15. traduzione di Francesca Lazzarato
Manuel Puig, Il bacio della donna ragno, Sur 2017, € 16,5. Traduzione di Angelo Morino
Tornano in libreria grazie a Sur questi due gioielli della narrativa argentina, il secondo nella pregevole traduzione di Angelo Morino, amico e “scopritore” di molti imprescindibili autori, come appunto Manuel Puig e Roberto Bolaño.

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