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Dove l’aria è più dolce, di Tasneem Jamal

All’inizio del secolo scorso, dall’India molte famiglie emigrarono in Africa in cerca di fortuna. La storia dell’autrice, nata in Uganda ed emigrata con la famiglia di origine indiana in Canada, dopo l’ascesa al potere di Idi Amin negli anni Settanta, è la stessa di 80.000 ugandesi asiatici che furono costretti a un esodo forzato, espropriati di tutti i loro averi, verso altre terre, come la Gran Bretagna o appunto l’America del nord.

Jamal sceglie la forma del romanzo, della saga familiare, per narrare una storia di pulizia etnica poco conosciuta o dimenticata. Il perno della storia è la famiglia di Raju, che si stabilisce in Uganda nel 1921. Qui, come altri connazionali, si costruisce una carriera di successo, fino agli anni Sessanta, quando, con l’indipendenza, in Uganda si sviluppa un sentimento antiasiatico che sfocerà, una decina di anni dopo, nell’espulsione di massa. Gli asiatici, i privilegiati, avevano 90 giorni per andarsene: i loro averi sarebbero stati redistribuiti agli africani “autoctoni”.

Dove l’aria è più dolce è una storia di diritti negati, scritta anche dal punto di vista delle donne, prigioniere di un sistema patriarcale; così come negati sono i diritti di asilo a molti asiatici in fuga dall’Uganda dopo l’epurazione di Idi Amin. E anche coloro che sono “accettati” dal Regno Unito si sentiranno non voluti, respinti dalle proteste degli inglesi al loro arrivo.

Jamal governa con mano lieve e ferma una storia tragica, di portata epica, dando efficacemente voce a molti personaggi e alla loro quotidianità. 

Tasneem Jamal, Dove l’aria è più dolce, Nuova Editrice Berti 2017,  18 euro, traduzione di F. Cosi e A. Repossi.

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Nuova Editrice Berti

Nel 2011, Cecilia Mutti di Parma, dopo anni di lavoro di traduzione, redazione, editing presso vari editori, rileva una casa editrice piacentina. Le idee sono chiare: una collana di classici della narrativa straniera in formato pocket, inediti di autori celebri, noir con ambientazione vintage, inizio Novecento. Denominatore, una grafica molto curata, anch’essa di effetto vintage. Nasce in tempi più recenti la collana “Il nuovo lama”, dedicata ad autrici e autori di frontiera, come l’israeliana Ayelet Tsabari (Il posto migliore del mondo), il guineano Tierno Monénembo (Il terrorista nero). Entrambi sono stati a Torino; il 26 giugno sarà la volta di Tasneem Jamal, in tour italiano.

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Paco Ignacio Taibo II, L’ombra dell’ombra, La Nuova Frontiera 2017, 16,50 euro, traduzione di M. P. Ferrari.
Da questo autore vulcanico, versatile e di incomparabile ironia, un thriller con strampalati e tostissimi protagonisti, ambientato a Città del Messico al tempo della rivolta di Pancho Villa: riusciranno i quattro amici (un poeta, un cronista di nera, un avvocato, un sindacalista cinese) a venire a capo di una serie di inquietanti omicidi?

Jesse Jacobs, E così conoscerai l’universo e gli dei, Eris 2017, 10 euro, traduzione di V. Stivè.
Del canadese Jacobs già si amò Safari Honeymoon. Questa genesi è in realtà il suo lavoro precedente: un romanzo a fumetti che immagina la nascita della terra e di ciò che la popola come un’interazione degli esperimenti di tre esseri (Zantex, Blorax, Ablavar) per ingraziarsi una divinità la cui volontà si manifesta attraverso un Consigliere dal profilo impiegatizio.

Morten Strøksnes, Il libro del mare, Iperborea 2017, 17,50 euro, traduzione di F. Felici.
Ovvero “come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone in un vasto mare”. La storia, vera, dell’autore e di un suo amico a caccia del grande squalo della Groenlandia, il vertebrato più longevo del pianeta oltre che temibile predatore. Il fascino dell’eterna lotta umana contro l’ignoto e il temuto; antiche leggende e storie contemporanee del mare e degli abissi.

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