La vita è troppo breve per leggere brutti libri
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Alain Mabanckou e Dany Laferrière a Torino

Sala Conferenze del Tempio Valdese, Corso Vittorio Emanuele 23

Martedì 13 dicembre alle 18, Osons l’Afrique! Alain Mabanckou, pluripremiato romanziere congolese,​ porta a Torino una riflessione di intellettuali e filosofi africani sulla responsabilità della cultura per il futuro del continente. Introducono Adramet Barry e Berthin Nzonza, dialoga con l’autore Roberto Beneduce.

Circolo dei Lettori, via Bogino 9

Mercoledì 14 dicembre alle 21 Dany Laferrière e Alain Mabanckou, il “duo choc”, amici dallo humour irresistibile, dialogano con Giuseppe Culicchia di letteratura e dei loro libri, L’arte ormai perduta del dolce far niente e Peperoncino (66thand2nd Editore).

Alain Mabanckou
Eclettico e irriverente, il poeta e romanziere Alain Mabanckou è nato nel 1966 nella Repubblica del Congo. Figlio unico, è cresciuto nella caotica Pointe-Noire, capitale economica del paese, insieme all’amatissima madre, figura centrale della sua vita: non a caso tutti i suoi libri sono dedicati a questa donna forte e determinata che lo ha spinto nel 1989 a trasferirsi in Francia per completare gli studi. E a Parigi Mabanckou è rimasto per oltre dieci anni, assaporando il clima multietnico delle banlieue, dove culture diverse si incontrano e si scontrano, creando quel mix fertile che riaffiora nei suoi romanzi. Primo autore francofono dell’Africa subsahariana a essere pubblicato nella prestigiosa collana Blanche di Gallimard, Mabanckou ha ricevuto numerosi riconoscimenti per i suoi romanzi, tra cui il premio Renaudot per Memorie di un porcospino e il premio Georges Brassens per Domani avrò vent’anni. Attualmente Mabanckou insegna alla Ucla dove si è guadagnato il soprannome di «Mabancool» perché è considerato il professore più cool di tutta la California. Nel frattempo Black Bazar è diventato un disco, sono in preparazione due film tratti dai suoi libri e l’Académie française gli ha attribuito il Grand Prix de Littérature Henri Gal 2012 per l’insieme della sua opera.

Dany Laferrière
Dany Laferrière è nato a Port-au-Prince nel 1953. Trascorsa l’infanzia con la nonna a Petit-Goâve – dove la madre lo aveva mandato per proteggerlo da eventuali rappresaglie del regime legate all’attività del padre –, fa ritorno nella capitale nel 1964. Finiti gli studi, inizia a collaborare con Radio Haïti-Inter e con il settimanale «Le Petit Samedi Soir». Dopo l’omicidio dell’amico e collega Gasner Raymond per mano dei tonton macoutes, la terribile polizia segreta dei Duvalier, nel 1976 Laferrière lascia precipitosamente l’isola e ripara a Montréal. Nel 1985 esce il suo primo libro, Come far l’amore con un negro senza far fatica, che diventa un caso letterario, suscitando anche numerose polemiche per l’adattamento cinematografico del 1989 firmato da Laferrière e Richard Sadler, e diretto da Jacques W. Benoit. Tra le altre sue opere, L’Odeur du café, Verso il Sud – finalista al Prix Renaudot, da cui è stato tratto l’omonimo film –, L’enigma del ritorno, vincitore del Prix Médicis e di altri prestigiosi riconoscimenti, e L’Art presque perdu de ne rien faire. Nel 2013 Laferrière è stato eletto al seggio 2 dell’Académie française, primo haitiano e primo canadese a ricevere questo onore.

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