La vita è troppo breve per leggere brutti libri
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LA MORTE E LA PRIMAVERA di Mercè Rodoreda: il video

Il video della appassionante conversazione tra Carola Susani e Amaranta Sbardella (che ha tradotto l’opera) andato in onda il 9 luglio 2020 sulle pagine FB de La Nuova Frontiera e della Trebisonda.

“E il cuore è questa cosa. Mi posò la mano sul petto dopo essersi spostato i vestiti. Non si ferma mai: lavora sempre. È lui che ti fa vivere. A volte si stanca e va più piano, come se fosse una persona, e a volte si ferma con un sobbalzo e a volte si scioglie. […] un giorno lo capirai, il cuore è l’unico a vivere, tutto ciò che c’è attorno non vale niente. Il mio ha vissuto… Sapessi quanto ha vissuto, dalla primavera alle foglie accese, e dalle foglie accese alla primavera…”

In un paese senza nome retto da leggi crudeli – uomini costretti a dimostrare il proprio coraggio nuotando nel fiume che scorre sotto il paese, persone seppellite negli alberi – un adolescente si ritrova all’improvviso orfano. Solo, dovrà imparare a destreggiarsi e a proteggersi dalla diffidenza dei suoi concittadini in un mondo claustrofobico che non comprende e non accetta. Finché un giorno anche in lui, come nelle montagne incontaminate che circondano il paese, non si risveglierà la “primavera”, ovvero l’amore.
Interpretato spesso come un’allegoria della vita in un regime totalitario, La morte e la primavera è un romanzo affascinante e inquietante sul potere, l’esilio e la speranza, che in una società conformista germoglia anche dal più piccolo gesto d’indipendenza.

Mercè Rodoreda (1908-1983) è la scrittrice più letta e tradotta della letteratura catalana. Politicamente impegnata nell’attività antifascista, dopo la vittoria di Franco sceglie la via dell’esilio. Tornerà in patria solo nel 1972. I suoi grandi romanzi, La piazza del Diamante, Aloma, Via delle Camelie, Specchio infranto e Giardino sul mare sono tutti pubblicati da La Nuova Frontiera.

Carola Susani scrive per grandi e per ragazzi. È redattrice di Nuovi Argomenti, conduce laboratori di lettura e scrittura e fa parte dell’associazione Piccoli Maestri. Con minimum fax ha pubblicato Pecore vive (2006, selezione Premio Strega), Eravamo bambini abbastanza (2012, Premio Lo Straniero), La prima vita di Italo Orlando (2018) e Terrapiena (2020). Per ragazzi ha scritto Il licantropo (Feltrinelli, 2002), Cola Pesce (Feltrinelli, 2004), Susan la piratessa (Laterza, 2014). Con La Nuova Frontiera Junior nella collana Classici Illustrati ha raccontato Miti romani, Eneide, Odissea.

Amaranta Sbardella affianca la ricerca letteraria all’attività di editing e di traduzione editoriale da castigliano e catalano per importanti case editrici. Ha vissuto a lungo in Spagna e in particolare a Barcellona. La sua curatela dal catalano di Sotto l’attonita freddezza di questi occhi di Salvador Espriu ha vinto il premio del Departament de Cultura de la Generalitat de Catalunya. Nel 2016 ottiene una borsa di studio della prestigiosa Fundació Mercè Rodoreda. Molte sue traduzioni figurano nei cataloghi di nottetempo, Marsilio, Nutrimenti, Sonzogno. Autrice di numerosi studi sulle riscritture dei miti greci e sulle letterature di ambito iberico, ha recentemente pubblicato Il mostro e la fanciulla. Le riscritture di Arianna e del Minotauro nel Novecento, Quodlibet 2017.
Barcelona desnuda è la sua prima prova letteraria, pubblicata da Exorma.

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