La vita è troppo breve per leggere brutti libri
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SalottinOFF 12/05/2019 Federica Fusco Nadia Sponzilli Maria José Ferrada Alpa Shah

SalottinOFF 12/05/2019 Federica Fusco Nadia Sponzilli Maria José Ferrada Alpa Shah

data/ora
dal 12 mag 2019
11:00 AM - 10:45 PM

sede
Libreria Trebisonda

tipo di evento


Domenica 12 maggio

Ore 11
Federica Fusco presenta Dove volano gli asini (Il viandante edizioni)
Dialoga con l’autrice Gino Li Veli. Accompagnamento musicale di Piero Delle Monache al sax
Ci troviamo di fronte a una bella descrizione dell’Africa attraverso un susseguirsi di emozioni, in un contesto a tratti onirico e a tratti disarmante nella sua semplicità. Il punto di partenza è un’esperienza personale in Africa: l’inaugurazione di una scuola nel piccolo villaggio di Agamsa grazie al “Progetto Etiopia Onlus Lanciano”. Donne e uomini venuti al mondo come margherite si alternano a bambini mangiati da una iena iena iena. È con l’occhio della giornalista e la fantasia della scrittrice, che l’autrice cuce emozioni, allucinazioni e fatti. Superando ogni regola. Le foto in appendice sono la prova di un viaggio, che è diventato qualcos’altro. Il lettore potrà sfogliarle per documentarsi, oppure provare ad accoppiare uno scatto ad una pagina.

Ore 17
Nadia Sponzilli presenta I sogni hanno una planimetria irregolare (Chance edizioni)
A cura di Periferia Letteraria
Viene prima la pittura o la poesia? O viceversa? Questo connubio ha il sapore del matrimonio tra due passioni primarie che si sostengono a vicenda. Capita, a taluni, di vivere di multiple espressioni, di mescolanza, di sinestesia, di fraintendimenti artistici. Ciononostante, avvertono nitida la direzione a creare: un richiamo che invita a raggiungere e che vuole essere raggiunto. Le tecniche pittoriche tradizionali ci insegnano due tipi di colori primari: quelli additivi e quelli sottrattivi, a seconda della combinazione che viene usata. L’insieme dei colori primari additivi più comunemente usato è composto da rosso, verde e blu. Quello dei colori primari sottrattivi da ciano, magenta e giallo. Due scelte. La dimensione dell’arte, ed è forse ciò che maggiormente mi affascina di lei, è questa sua predisposizione nel far coesistere l’universale con la soggettività.

Ore 19
Maria José Ferrada presenta Kramp (Edicola edizioni)
A dialogare con l’autrice, Nadia Terranova
Complice una madre distratta, che non vede bene dall’occhio sinistro, a sette anni M, invece che andare a scuola, viaggia ogni giorno per le polverose strade di un Cile di provincia, accompagnando D, il padre, nel suo lavoro di commesso viaggiatore di articoli di ferramenta. M e D lavorano in squadra. La presenza della bambina, con le sue scarpe lustre, la valigetta di plastica e un talento precoce nell’intercettare le debolezze altrui, impietosisce i clienti e fa aumentare le vendite di chiodi, martelli, seghetti e viti. D non è granché come padre, ma si rivela un eccellente datore di lavoro e in questi viaggi M inizia a costruire il proprio inventario del mondo, usando gli oggetti quotidiani come mezzo per comprendere la realtà. Fino al giorno in cui i vari elementi che le girano attorno – il passato della madre, D e il suo codice d’onore, i fantasmi di E, la fiducia nell’opera del Grande Falegname e i tempi che corrono – invece che incrociarsi e proseguire ognuno per la propria strada, la centrano in pieno. Attraverso una scrittura sensibile e precisa, sempre in bilico tra nostalgia e ironia, María José Ferrada usa la sua esperienza di autrice di libri per l’infanzia per dare alla protagonista M una voce sincera e autentica, capace di raccontare un mondo crudele e disordinato dove la memoria e l’abitudine di classificare oggetti ed esperienze sembrano le uniche strategie per sopravvivere.

Ore 21
Alpa Shah presenta Marcia notturna. Nel cuore della guerriglia indiana (Meltemi Editore)
A dialogare con l’autrice, Daniela Bezzi
Unica donna, unica non armata, l’antropologa Alpa Shah ha indossato nel 2010 i panni verde oliva di un plotone di naxaliti, guerriglieri maoisti attivi nelle foreste del centro dell’India. Per tetto un cielo di stelle, Alpa ha percorso duecentocinquanta chilometri in sette giorni e sette notti: una lunga marcia che diventa l?espediente narrativo per restituire la polveriera di aspirazioni e risentimenti che anima il sogno della presa del potere, ritenuta possibile solo con la rivoluzione. Scritto in forma di documentatissimo reportage, “Marcia notturna” è una riflessione sulle conseguenze di uno sviluppo economico troppo veloce e sulla crescente realtà di spossessamento e conflitto nel cuore dell’India contemporanea.