La vita è troppo breve per leggere brutti libri
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Preferisco Wislawa Szymborska. Un corso in sei lezioni

Preferisco Wislawa Szymborska. Un corso in sei lezioni

data/ora
dal 30 gen 2019
8:00 PM - 8:30 PM

sede
Libreria Trebisonda

tipo di evento


Da mercoledì 30 gennaio, ogni settimana per sei incontri, dalle 19 alle 20:30

Preferisco Wislawa Szymborska

Sei lezioni con Alessandro Ajres

Info e prenotazioni: trebisondalibri@gmail.com

PROGRAMMA
Sei lezioni sulla poetessa polacca, vincitrice del premio Nobel 1996, che ha conquistato con i propri versi il pubblico mondiale e italiano, diventando un vero e proprio caso letterario. Viaggeremo nei suoi componimenti per aree tematiche, senza rinunciare a collegare tra loro i vari argomenti, i vari componimenti e approfondendo – dove possibile – la realtà storico circostante e gli altri poeti/scrittori polacchi che abbiano condiviso con lei le stesse passioni.

Versi d’amore. Un amore felice. È normale?/È serio? È utile?/Che se ne fa il mondo di due esseri/che non vedono il mondo?”
Molte poesie della Szymborska parlano d’amore, in modo più o meno esplicito, più o meno appassionato o disincantato. Scopriremo la bellezza di questo continuo equilibrio.

La pittura. “In sogno/dipingo come Vermeer”.
Il pittore di Delft attraversa tutta l’opera della Poetessa, ma non è l’unico che lei utilizzi per dirci qualcosa di più su di sé e su quelle che siano le sue idee, i suoi sentimenti, le sue sensazioni.

Il mito. “Sono io, Cassandra./E questa è la mia città sotto le ceneri./E questi i miei nastri e la verga di profeta./E questa è la mia testa piena di dubbi”. Il mito, e la sua rivisitazione, è un elemento imprescindibile nell’opera della poetessa, per tentare di spiegarsi e spiegarci quel che ci circonda.

La natura e gli animali. “Mi si è spenta per sempre qualche stella, svanita./Mi è sprofondata nel mare un’isola, e un’altra./Non so neanche dove mai ho lasciato gli artigli,/chi gira nella mia pelliccia, chi abita il mio guscio”.
La Szymborska percepisce su di sé così forte la presenza della natura da rifletterne i verbi, movimenti, le specificità sull’essere umano. Il suo è un rapporto così intenso con la dimensione vegetale e animale come pochi altri poeti hanno saputo indagare.

Dello scrivere e del leggere. “Che cos’è necessario?/È necessario scrivere una domanda,/e alla domanda allegare il curriculum.//A prescindere da quanto si è vissuto/il curriculum dovrebbe essere breve”.
Quali sono i modelli letterari della poetessa, e quali autori, quale genere di libri le piaceva leggere maggiormente? Un quesito vasto come i suoi interessi, che proveremo a inquadrare.

La storia. “E chi è questo pupo in vestina?/Ma è Adolfino, il figlio dei signori Hitler!”.
Quali sono gli eventi storici che hanno impattato maggiormente sull’opera della Szymborska, e come li ha giudicati? E quali sono state, nel corso degli anni, le sue posizioni politiche e le sue opinioni su quanto le capitava intorno?

Possibilità

Preferisco il cinema.
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce sul fiume Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l’umanità.
Preferisco avere sottomano ago e filo.
Preferisco il colore verde.
Preferisco non affermare che l’intelletto ha la colpa di tutto.
Preferisco le eccezioni.
Preferisco uscire prima.
Preferisco parlar d’altro coi medici.
Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.
Preferisco il ridicolo di scrivere poesie, al ridicolo di non scriverne.
Preferisco in amore gli anniversari non tondi, da festeggiare ogni giorno.
Preferisco i moralisti che non promettono nulla.
Preferisco una bontà avveduta a una credulona.
Preferisco la terra in borghese.
Preferisco i paesi conquistati a quelli conquistatori.
Preferisco avere delle riserve.
Preferisco l’inferno del caos all’inferno dell’ordine.
Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine.
Preferisco foglie senza fiori che fiori senza foglie.
Preferisco i cani con la coda non tagliata.
Preferisco gli occhi chiari perché li ho scuri.
Preferisco i cassetti.
Preferisco molte cose che qui non ho menzionato
a molte pure qui non menzionate.
Preferisco gli zeri alla rinfusa che non allineati in una cifra.
Preferisco il tempo degli insetti a quello siderale.
Preferisco toccar ferro.
Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando.
Preferisco considerare persino la possibilità
che l’essere abbia una sua ragione.

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