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NESSUN AMICO SE NON LE MONTAGNE. Serata in onore di Behrouz Boochani

NESSUN AMICO SE NON LE MONTAGNE. Serata in onore di Behrouz Boochani

data/ora
dal 25 ott 2019
6:30 PM - 7:30 PM

sede
Libreria Trebisonda

tipo di evento


Venerdì 25 ottobre alle 18:30

Una serata dedicata a Behrouz Boochani e a Nessun amico se non le montagne (Add editore), il libro scritto con Whatsapp dall’autore, detenuto sull’isola di Manus dopo aver cercato di raggiungere l’Australia per chiedere il riconoscimento dello status di rifugiato politico. Hamid Ziarati, scrittore, e Federica Tourn, reporter, ripercorreranno la storia dell’autore, che è un grido per la libertà. 

Detenuto illegalmente dal governo australiano, Behrouz Boochani ha scritto il suo straordinario memoir attraverso migliaia di messaggi Whatsapp.

Ilam, Kurdistan iraniano. Dopo le intimidazioni e l’arresto di alcuni giornalisti, Behrouz Boochani raggiunge clandestinamente l’Indonesia e da lì l’Australia, dove vuole chiedere lo status di rifugiato politico. Intercettato dalle forze militari australiane, viene confinato nel centro di detenzione per immigrati irregolari di Manus Island in Papua Nuova Guinea. Qui ha iniziato un’intensa campagna di denuncia della politica anti-migratoria e delle umiliazioni cui vengono sottoposti i rifugiati: articoli, documentari e questo libro, digitato in farsi su un cellulare e mandato a Omid Tofighian che lo ha tradotto in inglese. 

Romanzo autobiografico, testimonianza e atto di resistenza, Nessun amico se non le montagne racconta cinque anni di carcere ed esilio, lottando per la sopravvivenza, la salute e la dignità in condizioni degradanti. Un intreccio di generi – giornalismo, commento politico, riflessione filosofica, miti, poesia e folclore – dà voce all’impatto fisico e psicologico della detenzione a tempo indefinito.

Behrouz Boochani, 35 anni, ha un master in scienze politiche e geopolitica. Giornalista, poeta e documentarista curdo iraniano, ha cofondato la rivista curda “Werya”, cosa che gli è costata la messa al bando da parte del regime. Boochani è Membro Onorario di PEN International; nel 2017 ha vinto il premio di Amnesty International Australia, per i suoi articoli sui diritti umani dei rifugiati. Ha diretto con Arash Kamali Sarvestani il lungometraggio Chauka, Please Tell Us the Time (2017); ha collaborato con Nazanin Sahamizadeh’s nella scrittura dello spettacolo teatrale Manus. È ricercatore non residente al Sydney Asia Pacific Migration Centre (SAPMiC) dell’Università di Sydney. Pubblica regolarmente sul Guardian, Huffington Post, The Financial Times e The Sydney Morning Herald.

boochani

Questo Premio prova che le parole ancora hanno il potere di sfidare i sistemi e le organizzazioni disumane, che la letteratura ha il potenziale per provocare cambiamenti e per sfidare le strutture del potere. La letteratura ha il potere di darci la libertà. … Questo premio è una vittoria non solo per noi (prigionieri), ma per la letteratura e l’arte. Soprattutto è una vittoria per l’umanità, per gli esseri umani, per la dignità umana.
– dal discorso tenuto da Boochani per il Victorian Prize

Per salvarsi dalla follia del campo, Boochani attinge alla sua innata creatività, a Kafka e Beckett, alle canzoni di resistenza e ai ricordi delle “fredde montagne del Kurdistan”.  J.M. Coetzee, Premio Nobel per la letteratura

Un libro che a buon diritto occupa un posto sullo scaffale della letteratura carceraria mondiale accanto a opere tanto diverse come il De profundisdi Oscar Wilde, i Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, Into the Smother di Ray Parkin, L’uomo è morto di Wole Soyinka e Lettera dal carcere di Birmingham di Martin Luther King …
L’esistenza stessa di questo libro – scritto in farsi da un giovane poeta curdo, Behrouz Boochani, in una situazione di prigionia, tribolazioni e sofferenza prolungate – è un miracolo di coraggio e tenacia creativa … I suoi carcerieri non sono riusciti a distruggere in lui la fede nelle parole: nella loro bellezza, nella loro necessità, nelle loro possibilità e nel loro potere liberatorio. – Richard Flanagan, Man Booker Prize

Boochani ha portato a termine un’impresa letteraria, giornalistica e filosofica. Uno dei libri più importanti pubblicati in Australia. – The Saturday Paper

Un canto, un lamento alimentato da una feroce urgenza, scritto con il lirismo di un poeta, le abilità letterarie di un romanziere e le profonde intuizioni di un acuto osservatore del comportamento umano e della spietata politica di una detenzione crudele e ingiusta. – Arnold Zable

Una visione potente e devastante di una situazione che viene spesso vista attraverso un obiettivo politico –non personale. – GQ Australia

Racconto indimenticabile della disumanità dell’uomo sull’uomo, che ricorda Orwell o Kafka. Boochani si muove senza sforzo tra la prosa e la poesia, entrambi ugualmente potenti. – The Australian Financial Review Magazine

Una splendida opera d’arte che usa diverse forme narrative, dall’analisi critica alla descrizione, alla poesia, al surrealismo distopico. La scrittura è bella e precisa, mescolando tradizioni letterarie provenienti da tutto il mondo, ma soprattutto da pratiche curde. – I giudici del Victorian Prize

Nel 2018 in Italia gli è stato conferito da Internazionale il premio Anna Politkovskaja per il giornalismo.

Vincitore del Victorian Prize 2019, il più prestigioso premio letterario australiano
Vincitore NSW Premier’s Award 2019
Vincitore Asia General Non Fiction Book 2019
Vincitore National Biography Award 2019

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