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La linea del fuoco. L’Argentina da Peròn alla lotta armata

La linea del fuoco. L’Argentina da Peròn alla lotta armata

data/ora
dal 3 dic 2019
6:30 PM - 7:45 PM

sede
Libreria Trebisonda

tipo di evento


Martedì 3 dicembre ore 18:30 Manolo Morlacchi presenta La linea del fuoco. L’Argentina da Peròn alla lotta armata (Mimesis Edizioni) con Julio Santucho, Daniel Pittuelli, Estela Julia Robledo e Ugo Zamburru.

Nel corso degli anni, la verità sui desaparecidos argentini e sui crimini della giunta militare è lentamente venuta a galla. Tra il 1976 e il 1983 si stima che oltre 40.000 oppositori, o sospettati tali, scomparvero senza lasciare traccia.
Per quanto la pratica della sparizione come forma di repressione del dissenso sia stata un fenomeno tristemente noto in buona parte dell’America Latina, l’Argentina fu il paese più colpito a causa di una forte spinta sociale determinata dalla formazione di alcuni movimenti popolari “scomodi” come il PRT (Partido Revolucionario de los Trabajadores), un’organizzazione d’ispirazione marxista-leninista che, a conclusione di un quinquennio di opposizione politica nelle strade e nelle fabbriche, si dotò nel 1970 di un proprio esercito (l’ERP) per portare avanti la lotta armata. L’organizzazione arrivò a contare diverse migliaia di militanti, prima di essere annichilita dai militari nel 1976 e poi defi nitivamente sciolta nel 1979. Manolo Morlacchi è stato in Argentina per riavvolgere il nastro della storia e ascoltare le voci dei protagonisti di quella stagione (tra cui il fondatore dell’ERP, Julio Santucho, fratello del leader Mario Roberto, il segretario generale Luis Mattini e Mario “Indio” Paz, comandante della Compagnia del Monte). Nel ricostruire la parabola dell’ERP, questa indagine ripercorre le sorti di un paese intero che, dopo l’iniziale illusione progressista del peronismo, si ritrovò stritolato nella morsa dal regime di Videla.

Manolo Morlacchi (Milano, 1970), laureato in Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano, nel 2007 ha pubblicato La fuga in avanti. La rivoluzione è un fiore che non muore (2015). Da anni lavora nel campo editoriale.

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