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La chioma di Berenice. Andrea Roncaglione in reading

La chioma di Berenice. Andrea Roncaglione in reading

data/ora
dal 13 nov 2018
8:00 PM - 9:15 PM

sede
Libreria Trebisonda

tipo di evento


Martedì 13 novembre alle 20
Andrea Roncaglione legge e presenta La chioma di Berenice, il suo ultimo lavoro uscito per Miraggi Edizioni.
Segue (o precede) un piccolo aperitivo.

Emilio L. è uno scrittore di fantascienza che parla con la propria macchina da scrivere e vive in una periferia immaginaria e insieme concreta degli anni Novanta. Un giorno, dalla finestra, Emilio vede una donna correre via. È Berenice, una giovane prostituta del quartiere… e questa è l’ultima volta che Emilio vedrà Berenice, perché Berenice non sta solo correndo, sta fuggendo. Perché fugge Berenice? Per scoprirlo, dovremo perderci nel racconto corale di quella giornata, attraverso vertiginose divagazioni e salti temporali che non solo sfaldano la narrazione come una roccia scistosa, ma la amplificano rendendo passato, presente e futuro piani simultanei al confine tra realtà e immaginazione. Anzi, futuro, presente e passato – perché nella “Chioma di Berenice” i fatti, i fattoidi, i sogni e soprattutto i (numerosi) personaggi sono determinati in virtù del loro futuro piuttosto che del loro passato. “La chioma di Berenice” è un labirinto cronologico e urbano che riesce a divertirci parlando di solitudini, letteratura, morte, editoria, fine del mondo e altre cose enormi e inafferrabili.

Andrea Roncaglione ha scritto per il teatro («La Chioma di Berenice», «Stream of consciousness», «Finisce con matite», «Bestiario», «Avrei preferito essere Jacques Cousteau», «Guerrilla») e ha pubblicato il romanzo breve «Storia del duo chitarra e voce – triste – Andrea & Andrea» (Seed 2008), il romanzo – già più lungo, ma ci ha messo dei disegnini scemi per allungarlo – «Culhwch» (Miraggi 2010) e «La chioma di Berenice» (che è questo qui, ed è il più lungo in assoluto della sua produzione, non ci sono neanche i disegnini). Oltre a crepare d’invidia per quelli che scrivono romanzi dalle seicento pagine in su, ultimamente – in ambito teatrale – lavora e collabora quasi soltanto con coreografi e danzatori, per cui ama definirsi “danzaturgo” (qualunque cosa significhi).