La vita è troppo breve per leggere brutti libri
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Fawad e Raufi presenta DALL’HINDU KUSH ALLE ALPI

Fawad e Raufi presenta DALL’HINDU KUSH ALLE ALPI

data/ora
dal 23 ott 2019
6:30 PM - 7:45 PM

sede
Libreria Trebisonda

tipo di evento


Mercoledì 23 ottobre alle 18:30
la Trebisonda ospita Fawad e Raufi con il suo Dall’Hindu Kush alle Alpi, diario di un viaggio verso la libertà, dall’Afghanistan all’Italia, novemila chilometri anche a piedi passando per diversi paesi e per le carceri iraniane e bulgare. Dialoga con lui il giornalista Murat Cinar.

Se non muori subito, significa che sei ferito, e resterai “ferito” nel corpo e nel cuore per tutta la vita. Ci sono migliaia di persone mutilate, senza arti, conseguenza degli attacchi esplosivi devastanti che distruggono edifici, auto, strade, ogni forma di vita: tutto. Non viene demolito solo ciò che è materia, ma anche i nostri valori, anche la nostra speranza, che diminuisce un po’, giorno dopo giorno. Perdere la speranza, quella forza che ciascuno di noi ha dentro e che rende possibile il futuro, è peggio di morire.

Oltre novemila chilometri in cerca della pace e della libertà, dall’Afghanistan all’Italia, “Dall’Hindu Kush alle Alpi”. E’ la strada percorsa anche a piedi da un giovane insegnante, Fawad e Raufi, che non vuole arrendersi alla guerra e agli attentati che da quarant’anni stanno distruggendo il suo Paese, una guerra che demolisce non solo edifici, strade, vite umane, ma anche i valori di un popolo e la sua speranza e perdere la speranza, quella forza che rende possibile il futuro è peggio di morire.

Fawad si chiede: Ma il popolo afghano è destinato a morire per sempre tra le bombe?

E allora trova il coraggio di lasciare, la sua terra, la sua cultura, la sua famiglia, i suoi amici, la sua lingua, per affrontare un viaggio disumano dove sofferenza, violenza, fame, paura sono i compagni che non lo lasciano mai. Parte come persona con una propria dignità, un lavoro di rispetto e passo dopo passo perde tutto, non è più un essere umano da rispettare, non è più nessuno, come dice nel libro “Siamo immondizia? L’immondizia del mondo?”

Ha conosciuto il carcere, in Iran e in Bulgaria, non per aver commesso alcun crimine, ma solo per cercare un luogo di pace dove avere un futuro, quel futuro che nella sua Patria è tanto fragile e difficile, contrassegnato dal terrore che ti prende ogni mattino quando esci di casa e non sai se alla sera tornerai vivo o avvolto in un lenzuolo.

Fawad scrive da quando era giovane, scrive per lasciare traccia, anche il muro del carcere è stato il suo quaderno, il suo libro, per lasciare un segno della sua storia, che si aggiunge a tante altre storie mai narrate, perché il mondo sappia.

Fawad, ha raggiunto l’Italia, il Friuli, dove ha ricominciato una nuova fase della sua vita, oggi è mediatore culturale e linguistico e continua a scrivere, scrive per i giovani, perché tengano stretti i valori della pace e della libertà, sempre anche oltre i confini della propria terra, scrive per tutti, perché tutti apparteniamo a una sola Umanità.

Il libro che ha recentemente pubblicato, “Dall’Hindu Kush alle Alpi – Viaggio di un giovane afghano verso la libertà”, è la testimonianza del suo viaggio migratorio, pagine intense di vita di un giovane, un uomo che cerca disperatamente di non lasciarsi sopraffare dalla disperazione, dal dolore, dal terrore, tenendosi aggrappato con tutta la sua forza a ciò che rende possibile il suo futuro, il futuro di ogni uomo su questa terra: la speranza.

hindu kush